L’inserimento di diciannove comuni della provincia di Grosseto, con popolazione fino a 5mila abitanti, tra gli enti che possono beneficiare dei contributi per l’attività di valorizzazione del territorio rappresenta una straordinaria occasione per ripartire, come afferma il direttore di CNA Grosseto, Anna Rita Bramerini: “Un provvedimento che può interessare molte amministrazioni comunali, tante delle quali nella zona dell’Amiata, e che consente di mettere in campo interventi di varia natura, che vanno dalla riqualificazione dei centri storici ad azioni di contrasto del rischio idrogeologico, dal potenziamento delle energie rinnovabili al recupero di edifici dismessi, fino allo sviluppo delle infrastrutture immateriali”.

Un’opportunità molto importante per il territorio, una boccata di ossigeno che può portare nuovo lavoro per le imprese artigiane, in aggiunta alle opportunità offerte dagli ecobonus, per riqualificare borghi e piccoli centri, restituendo qualità e vitalità alle aree interne. Elementi importanti soprattutto per rilanciare il turismo.

“Uno dei suggerimenti che possiamo trarre dalla terribile emergenza sanitaria che stiamo vivendo – aggiunge Bramerini – è che la provincia di Grosseto può essere attrattiva 365 all’anno. Lo abbiamo visto in estate, quando si è assistito ad un incremento importante del turismo interno, lo stiamo sperimentando ora sull’Amiata dove, ironia della sorte, le abbondanti precipitazioni nevose hanno attirato centinaia di persone, nonostante la chiusura degli impianti sciistici, favorendo un nuovo modo di vivere e godere la montagna anche in inverno”.

Per poter sfruttare al meglio questa possibilità occorre, però, che le istituzioni facciano rete: un’occasione per promuovere il territorio in modo integrato, provando anche, per quanto riguarda la zona dell’Amiata, a recuperare un’unità di intenti e strategie tra il versante grossetano e quello senese. La provincia di Grosseto, per le sue caratteristiche, infatti, può offrire una varietà di soluzioni adatte a diversi tipi di visitatori. “Si può spaziare dal turismo enogastronomico a quello termale, al turismo verde, ai parchi naturali e tematici, al cicloturismo, per arricchire l’offerta del tradizionale turismo balneare, anche valorizzando le nostre risorse culturali – ricorda il direttore della CNA territoriale – È chiaro che per rilanciare il territorio e dare nuovo impulso alle imprese dei diversi settori serve migliorare l’organizzazione dei servizi e soprattutto sviluppare una promozione coordinata: è su questi temi che invitiamo i vari attori in campo a confrontarsi anche con noi per trovare soluzioni nuove e condivise”.