Evitare la duplicazione delle reti, chiarire che l’impianto ‘multiservizio’ che va installato è quello rispondente alla norma CEI 306-2 e che i soggetti abilitati ad installarlo sono le imprese il cui responsabile tecnico è in possesso dell’abilitazione ad hoc (di cui alla lett. b) comma 2, art. 1 del DM 37/08), specificare in modo inequivoco che l’operatore telefonico può arrivare con la propria fibra fino al punto di accesso e non andare oltre se non espressamente autorizzato. Sono questi i punti principali che Carmine Battipaglia – presidente CNA Installazione Impianti – ha sottolineato nel corso dell’audizione sulle linee guida in materia di accesso ai condomini per la realizzazione di reti in fibra ottica svoltasi presso l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni.

“Va preliminarmente sottolineato – ha esordito Battipaglia – che l’urgenza, dati i colpevoli ritardi accumulati, di dotare il paese di una efficiente rete a banda larga, non può in alcun modo consentire scorciatoie che favoriscano quei soggetti imprenditoriali i quali, anteponendo i propri interessi economici ad un interesse nazionale, hanno provocato proprio questi ritardi”.

Nel corso dell’audizione è stato, inoltre, sottolineato che nelle linee guida Agcom manca qualsiasi riferimento alla regolamentazione (L. 164/2014 ed all’art. 135-bis del testo unico dell’Edilizia, Dpr 380/2001) che disciplina l’impianto multiservizio, di cui manca qualsiasi definizione. Quest’ultimo è conveniente in termini di prezzo e prestazioni, può essere manutenuto facilmente, non è duplicabile ed essendo multifibra consente di essere utilizzato per fornire una molteplicità di servizi.

Una incongruenza delle linee guida, segnalata nel corso dell’audizione, è quella relativa al fatto che il diritto di accesso per gli operatori (art. 2) è consentito anche in edifici di nuova costruzione.  Ma l’art. 135-bis del Dpr 380/2001 chiarisce, al comma 1, che “Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio”.

“Se tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere dotati di impianto multiservizio – ha sottolineato il presidente degli impiantisti CNA – non si capisce perché venga consentito l’accesso agli operatori alle parti comuni degli edifici. Per fare cosa se, secondo la legge, questi edifici di nuova costruzione l’impianto multiservizio dovrebbero già averlo per esplicita previsione di legge? E’ pertanto necessaria – ha concluso Battipaglia – un’azione concreta di sensibilizzazione della pubblica amministrazione affinchè faccia applicare le norme esistenti (art. 135-bis del Dpr 380/2001) sanzionando la loro mancata applicazione”.

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