Sul grano duro sembra continuare ad attenuarsi, finalmente la vera e propria tempesta scatenatasi sui mercati fino a due settimane fa, anche se le previsioni per le prossime settimane non sono delle migliori, perché continua a tenere banco il ribasso dei noli marittimi, che ha già contribuito a trascinare i prezzi dei grani duri canadesi di qualità in Italia sotto il livello del prezzo del grano duro fino nazionale.

A questo elemento oggettivo si salda il protrarsi dell’incertezza: infatti in Canada i porti dei grandi laghi continuano ad essere chiusi a causa del ghiaccio ed i prezzi Fob del grano duro Cwad al 13% di proteine all’esportazione permangono non rilevabili, mentre il livello attuale dei noli rende agevole la spedizione anche dai porti del Pacifico da dove non pervengono notizie sui prezzi Fob. Con i prezzi all’ingrosso italiani che senza riferimenti precisi oltreoceano – come vedremo – guardano, per orientare le tendenze, alle aste pubbliche in Africa settentrionale, con conseguenze che sono state nelle scorse settimane molto negative.

 

Intanto, il 21 febbraio 2023 l’indice dei future sul Durum Wheat a Chicago resta stabile sulla settimana precedente. Un segnale positivo che si salda con i rincari del Cwad di prima qualità al 13% di proteine su mercati all’origine e all’ingrosso in Canada, conseguenti al permanere del regime di basso livello delle scorte, comunicato due settimane fa dall’Ente statistico canadese.

 

In compenso si osservano in questa settimana prezzi stabili del frumento duro fino nazionale nelle principali borse merci italiane (Foggia, Roma, Napoli, Bologna) o addirittura in lieve recupero (Bari Altamura), mentre solo Milano, in netta controtendenzaperde ancora 5 euro alla tonnellata. Il grano duro canadese di prima qualità risulta stabile a Bari e ad Altamura.

 

Migliorano anche le condizioni dei mercati allorigine con una prevalenza di piazze stabili, anche se non mancano i ribassi anche eclatanti, come il caso di Matera segnalata da Ismea il 20 febbraio scorso in perdita di 50 euro alla tonnellata sulla settimana precedente.

 

Situazione dei noli marittimi

Da inizio 2023 l’indice dei prezzi dei noli Baltic Dry era in discesa ininterrotta e dopo aver toccato il 16 febbraio scorso quota 530, il livello più basso da fine febbraio 2020, nell’ultima settimana sembra puntare di nuovo verso l’alto raggiungendo lunedì 21 febbraio i 594 punti.

Ma il fenomeno del calo dei noli, che ha visto le tariffe contrattuali a lungo termine medie diminuire del 13,3% solo nel mese di gennaio 2023, secondo le previsioni dei principali osservatori del settore, continuerà e avrà un picco ad aprile: quando scadranno i contratti a lungo termine stipulati nel maggio 2022, quando ancora i prezzi erano elevati e crescenti. I noli avevano iniziato a calare a settembre 2022 e la discesa, che negli ultimi giorni sembra essersi fermata, potrebbe invece continuare.

 

Chicago, Future Durum Wheat Index: invariato in una settimana

Il Future Durum Wheat Index Dwyoo alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 21 febbraio 2023 staziona 895,71 punti base: quasi 8,96 dollari Usa per bushel, pari a 309,79 euro alla tonnellata al cambio dollaro – euro di ieri. Si registra così lo stesso valore conseguito il 14 febbraio scorso.

Il trend ribassista iniziato lo scorso 23 novembre sembra essersi arrestato, anche se, forse, potrebbe essere ancora presto per dirlo. Resta il fatto che rispetto ai 974,38 punti base (oltre 9,74 dollari per bushel) raggiunti il 23 novembre scorso, la perdita permane di 78,67 punti base: quasi di 0,79 dollari per bushel (-8,07%).

Per avere un’idea solo del calo drastico intervenuto durante l’estate, basti ricordare che il 21 giugno scorso l’indice segnava ancora 1.307,73, pari a quasi 13,08 dollari per bushel, che al cambio dollaro euro di ieri fanno 452,24 euro alla tonnellata. Per tenere presente quanto avvenuto da inizio 2022, vale sempre la pena ricordare il massimo dello scorso anno per questo indice, raggiunto il 6 gennaio 2022 con 1.561,59 punti base, oltre 15,61 dollari Usa per bushel.

 

Canada, nuovi aumenti per i prezzi all’ingrosso

Secondo il Rapporto del 21 febbraio 2023 stilato dalla Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan, il prezzo Fob del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine continua a permanere non rilevabile, poiché i porti della regione dei grandi laghi sono ancora bloccati dal ghiaccio.

Il 21 febbraio scorso sulla piazza di Rosetown – dove si trova l’ascensore di riferimento del mercato all’esportazione – il prezzo di acquisto all’ingrosso del Cwad numero 1 al 13% di proteine è stato di 459,30 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 9,19 euro alla tonnellata sul valore del 13 febbraio 2023, che si era attestato a 450,11 dollari canadesi alla tonnellata. Rispetto al valore raggiunto il 6 febbraio scorso a 440,93 dollari canadesi alla tonnellata, il recupero è di ben 18,37 dollari canadesi.

 

Va ricordato che tra il 23 gennaio, quando questo prezzo era ancora attestato su 503,39 dollari canadesi alla tonnellata, ed il 6 febbraio, la diminuzione era stata di ben 62,46 dollari canadesi alla tonnellata. Restano senza valore noto gli export basis per i prezzi Fob dalla costa del Pacifico.

E ancora, secondo la Commissione, il prezzo medio spot offerto dagli agricoltori canadesi nei quattro territori del Saskatchewan per il cereale pastificabile di prima qualità il 21 febbraio è di 453,33 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 7,07 dollari rispetto al 13 febbraio scorso, quando questo valore si era attestato a 446,26 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Tra il 13 ed il 21 febbraio questo prezzo ha recuperato 9,28 dollari canadesi sulla valutazione del mercato del 6 febbraio scorso, quando era calato fino a 444,05 dollari canadesi alla tonnellata. Al 6 febbraio, rispetto al 16 gennaio 2023, le perdite medie su questo prezzo erano state di ben 49,60 dollari canadesi alla tonnellata.

Infine, il 21 febbraio 2023, nei quatto territori della provincia del Saskatchewan il prezzo medio offerto dello stesso prodotto per le consegne differite – ad aprile 2023 – risulta essere di 451,58 dollari canadesi alla tonnellata, un valore in aumento di 3,94 dollari canadesi sul 13 febbraio scorso, quando questo valore si era attestato 447,64 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Tra il 13 ed il 21 febbraio questo prezzo ha recuperato 6,15 dollari canadesi sulla valutazione di mercato del 6 febbraio scorso, quando era calato a 445,43 dollari canadesi alla tonnellata. Al 6 febbraio, rispetto al 16 gennaio, questo prezzo aveva perso ben 46,94 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Canada, export a pieno regime

Sempre secondo il Rapporto del 21 febbraio 2023 stilato dalla Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan “Le esportazioni canadesi di grano duro nella ventottesima settimana sono state di 166mila e 200 tonnellate per un totale stagionale di 3 milioni di tonnellate. Le esportazioni canadesi di grano duro da febbraio a marzo dovrebbero essere sufficientemente forti, poiché sospettiamo che il Canada abbia vinto alcuni lotti delle recenti aste pubbliche sia della Tunisia che dell’Algeria”.

 

Canada, prezzi italiani condizionati dalle aste

E c’è una conferma della dipendenza dei prezzi italiani dalle aste nordafricane in mancanza di informazioni trasparenti dal Canada“I prezzi del grano duro in Italia sono scesi di 30 euro alla tonnellata dall’acquisto dell’Algeria, ben al di sotto dei valori attesi. Si vocifera che gli esportatori canadesi volessero azzerare le forniture di grano duro dalla costa occidentale vendendo all’Algeria con uno sconto. L’intento speculativo era quindi quello di far lievitare i prezzi, lanciando l’allarme “banchine vuote sul Pacifico” mentre i porti rivolti sull’Oceano Atlantico erano ancora bloccati: ma è andata male, perché c’è ancora forte disponibilità di grano duro sui porti della costa occidentale, mentre la notizia che si è diffusa come un fulmine – devastando i mercati – è stata quella del notevole ribasso in asta del grano duro. Ultima novità: “Il Ministero francese dell’Agricoltura prevede che la loro superficie di grano duro scenderà del 4,9% a 233mila ettari”.

 

Borsa Merci Foggia

Il 22 febbraio 2023, l’Osservatorio Prezzi della Borsa Merci di Foggia per il grano duro fino nazionale – peso specifico minimo 78 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12%, alle condizioni di franco partenza e Iva esclusa – ha fissato le quotazioni di 420 euro alla tonnellata sui minimi 425 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute del 15 ed 8 febbraio scorso. In quest’ultima data aveva perso gli ultimi 15 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 1° febbraio. Borsa Merci Foggia perde complessivamente sul grano duro 65 euro alla tonnellata tra l’11 gennaio e l’8 febbraio.

Sulle sedute del 3 e 24 agosto 2022 la differenza negativa resta così a 105 euro alla tonnellata. Le quotazioni di ieri inoltre confermano le perdite sulle ultime quotazioni della mietitura 2021, risalenti al 1° giugno 2022, a 135 euro alla tonnellata.

 

Borsa Merci Roma

In Borsa Merci di Roma il 22 febbraio 2023, il grano duro fino nazionale alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12% è stato quotato a 385 euro alla tonnellata sui minimi e 390 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute del 15 ed 8 febbraio scorso. In questa ultima data si era registrato invece un calo di 20 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 1° febbraio 2023.

 

Complessivamente la piazza capitolina dall’11 gennaio scorso ha perso 70 euro alla tonnellata. In Borsa Merci Roma il cereale pastificabile resta così in perdita di 98 euro sulle quotazioni del 24 agosto 2022 e di 127 euro rispetto alle ultime quotazioni del raccolto 2021, risalenti al 25 maggio scorso.

 

Borsa Merci Bari

ln Borsa Merci Bari martedì 21 febbraio 2023 il grano duro fino, di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 12,50%, peso specifico 78 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa, viene fissato a 422 euro alla tonnellata sui minimi e 427 euro sui massimi, in parziale recupero di 2 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 febbraio, quando invece aveva perso 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 7 febbraio.

Sulla piazza di Bari il grano duro fino nazionale dal 10 gennaio scorso ha così perso 64 euro alla tonnellata. E sulle ultime quotazioni note della mietitura 2021 del 31 maggio la diminuzione si porta a 131 euro a tonnellata.

Il frumento Canadese 1 al 15% di proteine il 21 febbraio scorso è rimasto invariato sulla seduta precedente, confermandosi a 409 euro alla tonnellata sui minimi ed a 415 euro sui massimi. Nella scorsa seduta del 14 febbraio invece aveva subìto una perdita di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 7 febbraio. Questo frumento dal 10 gennaio scorso ha perso complessivamente 65 euro alla tonnellata, mentre sulle quotazioni del 26 luglio 2022 resta in perdita di 137 euro.

 

Associazione Granaria Meridionale di Napoli

L’Associazione Granaria Meridionale il 21 febbraio 2023 alla Borsa Merci di Napoli ha quotato il grano duro fino nazionale alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime comprese tra 12 e 13% e con peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri. Il cereale pastificabile è stato fissato a 435 euro alla tonnellata sui minimi 445 euro sui massimi, confermando i prezzi della precedente seduta del 14 febbraio, quando invece aveva perso 15 euro alla tonnellata sui minimi e di 10 euro sui massimi rispetto alla ancor precedente seduta del 7 febbraio scorso.

 

Dal 10 gennaio 2023, il grano duro fino in Borsa Merci Napoli ha perso complessivamente 65 euro alla tonnellata sia sui minimi che sui massimi. Rispetto all’ultima quotazione della mietitura 2021 fissata il 24 maggio scorso, il cereale pastificabile su questa piazza perde 130 euro alla tonnellata sui minimi e 120 euro sui massimi.

 

Associazione Granaria di Milano

L’Associazione Granaria di Milano il 21 febbraio scorso ha riportato le quotazioni del grano duro fino nazionale, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, secondo le seguenti provenienze qualificazioni:

  • Nord Italia, peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri, proteine 13,5%, 415 euro alla tonnellata sui minimi 420 euro sui massimi, in calo di 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 febbraio e in perdita di 65 euro sul 10 gennaio 2023. Il calo sul 23 agosto sale così a 100 euro, mentre appare in ribasso di 134 euro sui minimi e 133 euro sui massimi rispetto all’ultima quotazione della mietitura 2021 del 7 giugno scorso.
  • Centro Italia, peso specifico 77-78 chilogrammi per 100 litri, proteine non determinate, 432 euro alla tonnellata sui minimi 437 euro sui massimi, in calo di 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 febbraio, e in perdita di 68 euro sul 10 gennaio 2023. La diminuzione è di 98 euro su quella del 23 agosto 2022 e il ribasso rispetto all’ultima quotazione della mietitura 2021 del 7 giugno scorso sale così a 137 euro alla tonnellata.

 

Il 21 febbraio scorso quotati a Milano anche i frumenti duri esteri comunitari: sono stati fissati a 425 euro alla tonnellata sui minimi e 430 euro sui massimi, in calo di 10 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 febbraio 2023. Si raggiungono così, solo sui minimi, valori inferiori di 70 euro al 28 settembre 2021, mentre manca il termine di raffronto sui valori massimi.

Risultano invece stabili sulla precedente seduta i frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano, che il 21 febbraio 2023 confermano i 450 euro alla tonnellata sui minimi ed i 465 euro sui massimi. Questi frumenti si presentano in perdita di 140 euro alla tonnellata sui minimi e di 135 euro sui massimi rispetto al valore registrato nella seduta del 28 settembre 2021.

 

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

L’ultimo listino compilato dall’Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura è del 17 febbraio 2023. Quando per il frumento duro fino di produzione nazionale alle condizioni di Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura, qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 78 chilogrammi ogni 100 litri, sono stati fissati valori di 424 euro alla tonnellata sui minimi e 427 euro sui massimi, in parziale recupero di 2 euro alla tonnellata sull’ultima seduta del 10 febbraio scorso, quando invece si era verificato un calo di 10 euro alla tonnellata sui valori del 3 febbraio 2023.

I valori registrati il 17 febbraio scorso – calati complessivamente di 65 euro alla tonnellata sul 23 dicembre 2022 – si pongono a 146 euro sui minimi ed a 148 euro sui massimi al di sotto delle valutazioni di mercato fissate il 3 giugno 2022 sulla mietitura 2021.

 

Nella seduta del 17 febbraio 2023 il grano duro Canadese di 1° qualità ha registrato stabilità sul 10 febbraio scorso confermando i 414 euro alla tonnellata sui minimi e i 417 euro sui massimi, dopo che nella seduta precedente si era verificato un calo di 15 euro alla tonnellata sul 3 febbraio 2023. Questo cereale risulta così in perdita di 60 euro alla tonnellata dal 23 dicembre 2022 e 132 euro dal 29 luglio 2022.

 

Borsa Merci Bologna

La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l’ultimo listino il 16 febbraio 2023, fissando in 405 euro alla tonnellata sui minimi 410 euro sui massimi il grano duro fino nazionale – provenienza Nord, qualificato con proteine minime al 13,5% e un peso specifico di 79-80 chilogrammi ogni 100 litri – alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Tali valori risultano stabili sulla precedente seduta del 9 febbraio scorso, quando invece si era verificato un calo di 10 euro alla tonnellata rispetto alla ancor precedente seduta del 2 febbraio.

Il cereale pastificabile a Bologna ha comunque perso 52 euro alla tonnellata tra il 12 gennaio ed il 9 febbraio 2023. Il frumento duro fino nazionale sulla piazza di Bologna presenta un valore inferiore di 135 euro rispetto all’ultima quotazione del raccolto 2021, risalente al 9 giugno scorso.

 

I prezzi all’origine Ismea rilevati da AgroNotizie® il 22 febbraio 2023

prezzi medi all’origine del grano duro fino, rilevati tra il 13 ed il 20 febbraio 2023 da Ismea e online fino a ieri, 22 febbraio 2023, individuano una stretta prevalenza di piazze invariate, solo 7 su 13 rilevate, mentre 6 risultano ancora in perdita sulla settimana precedente.

Tra le piazze in calo spicca il nome di Matera, dove il frumento duro è crollato tra il 13 ed il 20 febbraio di 50 euro alla tonnellata, per attestarsi ora su un prezzo medio da produttore di 430 euro alla tonnellata. Catania Palermo sono calate il 16 febbraio a 387,50 euro alla tonnellata, perdendo altri 5 euro alla tonnellata sulla settimana precedente, nonostante le piazze siciliane siano tradizionalmente legate all’andamento di Foggia, dove invece il 15 febbraio si era registrata stabilità a 422,50 euro alla tonnellata.

 

Milano invece il 14 febbraio, in linea con gli esiti di borsa della scorsa settimana, ha perso 10 euro alla tonnellata, portandosi a 432,50 euro alla tonnellata.

 

Tornando al Sud, si segnalano inoltre i cali di Napoli e Bari. Nel capoluogo della Campania il grano duro fino in campagna è stato pagato 440 euro alla tonnellata, in perdita sulla settimana precedente di ben 12,50 euro alla tonnellata. Mentre nel capoluogo della Puglia il cereale pastificabile all’origine è stato ceduto a 430 euro alla tonnellata, in calo rispetto alla settimana precedente di 5 euro alla tonnellata.

Scarica la tabella dei prezzi all’origine del grano duro fino riportati da Ismea

Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della regione Marche, le ultime quotazioni del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell’Associazione Granaria per l’Emilia Romagna sono state pubblicate ieri, 22 febbraio 2023, quando sono stati fissati i valori per il frumento duro fino con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino venditore in 403 euro alla tonnellata sui minimi 408 euro sui massimi, prezzi in aumento di 3 euro alla tonnellata sul 15 febbraio scorso.